IRS: sequestrati 3,5 miliardi di dollari in criptovalute

sequestri criptovalute

L’IRS e le altre autorità degli Stati Uniti hanno effettuato sequestri da 3,5 miliardi di dollari in criptovalute. 

È quel che rileva il report 2021 della Crime Investigation della Internal Revenue Service, ovvero il reparto investigativo dell’agenzia deputata alla riscossione delle tasse negli USA. 

I sequestri in criptovalute il 93% del totale

La cosa singolare di questa cifra, è che rappresenta il 93% sul totale dei sequestri effettuati dall’IRS-CI. Nel report vengono citati alcuni dei casi più eclatanti.

Silk Road

Il caso più emblematico è probabilmente il sequestro da 1 miliardo di dollari in Bitcoin collegato al caso SIlk Road. La vicenda in realtà risale al novembre 2020. Ad ogni modo, resta il sequestro in criptovalute più ingente mai avvenuto nella storia degli Stati Uniti. 

Gli agenti hanno continuato a “seguire il denaro” di Silk Road anche dopo l’incarcerazione del fondatore Ross Ulbricht. Sono così riusciti a rintracciare almeno 54 transazioni provenienti dal marketplace e a risalire a “Individual X”, una persona la cui identità non è mai stata resa nota. 

La collaborazione dell’Individuo X con le autorità ha portato al sequestro di 69.000 Bitcoin, che all’epoca valevano circa 1 miliardo di dollari. Oggi ne valgono ancora di più.

Bitcoin Fog

Altro caso degno di attenzione è l’arresto avvenuto il 27 aprile 2021 di Roman Sterlingov, 32enne di cittadinanza russo-svedese, accusato di riciclaggio di denaro. Secondo le autorità era lui a gestire Bitcoin Fog, un mixer di Bitcoin usato in numerose attività illegali quali vendita di droga sul darkweb, frodi informatiche, furti di identità ed abusi vari. 

Secondo le indagini, dentro Bitcoin Fog sono passati qualcosa come 1,2 milioni di Bitcoin con transazioni per un valore totale di 335 milioni di dollari. Bitcoin Fog era attivo già dal 2011, agli albori di Bitcoin, ed è stato il secondo caso di mixer di Bitcoin rintracciato dalle autorità. 

La truffa a Microsoft

Questo caso riguarda la condanna di Volodymyr Kvashuk a 9 anni di prigione. Si tratta di un 26enne ex dipendente di Microsoft che ha truffato la compagnia per la quale lavorava riuscendo ad intascarsi 10 milioni di dollari in gift card. 

Il 26enne aveva accesso a queste gift card che aveva praticamente rubato e venduto sul web a prezzi ridotti in cambio di Bitcoin. Poi aveva “ripulito” i BTC passandoli dentro dei mixer. A tradirlo è stata la dichiarazione dei redditi: dopo essersi comprato una proprietà da 1,6 milioni di dollari e una Tesla, non è riuscito a convincere l’IRS della lecita provenienza delle sue ricchezze. Così è stato scoperto il furto di 150.000 gift card.  

Sequestri criptovalute
Nel 2021 l’IRS conta sequestri crypto per 3,5 miliardi di dollari

Le inchieste sotto copertura

Per stanare i traffici illegali di criptovalute e bitcoin, l’IRS è ricorsa anche ad agenti sotto copertura. Questo dimostra lo sforzo necessario per combattere i crimini che utilizzano le criptovalute.

Ad esempio, nel caso di Bitcoin Fog, l’arresto di Roman Sterlingov è avvenuto a seguito di un contatto con un agente dell’IRS che si fingeva uno spacciatore. L’agente fingeva di aver bisogno di ripulire i proventi dello spaccio. Utilizzando Bitcoin Fog ha avuto la certezza che il suo fondatore non si accertasse della provenienza del denaro immesso nel sistema. 

Altro caso emblematico ha visto finire sei persone nei guai. In pratica, scambiavano denaro fiat per Bitcoin tramite degli sportelli ATM nel New Hampshire. Un agente sotto copertura, che ancora una volta si fingeva spacciatore alla ricerca di un sistema per ripulire il denaro, ha accertato che lo scambio avveniva senza che gli intermediari accertassero la provenienza dei fondi. 

Criptovalute e criminalità, una sfida anche per le autorità

Si potrebbe pensare che questi casi rafforzino la convinzione di chi ritiene che le criptovalute siano il denaro dei criminali. Le cose non stanno propriamente così dal momento che le crypto hanno casi di utilizzo più che legittimi, dai pagamenti alle raccolte fondi e non solo.

Certo è che le autorità dentro e fuori degli Stati Uniti stanno facendo i conti anche con il loro utilizzo illecito, e questo pone nuove sfide anche per la complessità della tecnologia usata

I casi illustrati dimostrano chiaramente una cosa: usare le criptovalute e confidare sul fatto che siano anonime o pseudo anonime, non impedisce di farla franca. 

E quando si tratta di recuperare soldi, e quindi, tasse inevase, l’IRS non si fa intimorire. Come ha detto il direttore Jim Lee:

“I criminali di oggi pensano che non possiamo prenderli, ma come evidenziato da alcuni dei grandi casi in questo rapporto, è chiaro che possiamo. Sono orgoglioso dei nostri risultati di quest’anno e non vedo l’ora di continuare a ottenere successi in futuro”.

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