Nasdaq e Bitcoin: un crollo annunciato, ma arriva una lenta risalita

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Il 2020 è stato l’anno di una felicità sospesa: il Nasdaq che è fortemente influenzato dalle Big Tech (Apple, Amazon, Microsoft, Tesla, ecc.), ha visto un periodo molto prolifico arrivando a guadagnare quasi un 30% complice una situazione molto favorevole. 

I lockdown hanno infatti costretto miliardi di persone a casa incentivando gli acquisti di strumenti multimediali, abbonamenti e in generale l’e-commerce. Anche le transazioni in crypto, e in particolare in Bitcoin, sono cresciute in quel periodo.

Ora, nel 2022, svegliati dal torpore di una costrizione artificiale tra le mura domestiche, gli utenti hanno un po’ abbandonato la tecnologia in favore di altre attività tornando alla vita pre-pandemia ed è questo che forse ha causato un crollo delle trimestrali e dei risultati in termini reali dei titoli azionari. 

La crescita delle azioni dei titoli listati al Nasdaq nel 2022

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Un crollo aspettato dal mercato quello del comparto azionario tech, meglio rappresentato dall’indice Nasdaq 100

Quest’anno, in poco meno di 5 mesi, i titoli principali del Nasdaq hanno perso tutti i guadagni accumulati nell’anno precedente. 

E qui arriviamo alla settimana nera di titoli e criptovalute in cui sia i principali titoli del comparto sia il mondo crypto hanno subito un crollo memorabile frutto di una congiuntura che è stata un fuoco incrociato per qualsiasi prodotto finanziario, tranne che per l’oro. 

Netflix da gennaio ha lasciato sul campo il 74%; -5% invece per Apple che ha dimostrato una tenuta maggiore, mentre Amazon segue il destino di Netflix registrando un -39%. Infine -45% di Meta (ex Facebook).

Si tratta di valori troppo pompati o di un normale riallineamento? 

Troppo superficiale liquidare gli investitori dicendo che si trattasse di una “bolla” e sarebbe ingeneroso per le aziende coinvolte. A fare danni veri, invece, sono state l’inflazione da tempo sottovalutata dalla Fed e dalle altre banche centrali, ma anche la crisi delle materie prime e la guerra in Ucraina.

Questi fattori valgono sia per il comparto del Nasdaq che per le criptovalute che si sono svegliate in un mondo nuovo dalla settimana scorsa. 

Le stablecoin e il caso di Terra

Stablecoin come TerraUSD e la crypto LUNA hanno subito botte da orbi. Luna, nonostante fosse a garanzia di Terra, ha perso il 99% in un’unica seduta fino al ritiro dalle contrattazioni di oggi. 

Anche Bitcoin ha subito ingenti perdite arrivando giovedì a una soglia che non vedevamo da tempo, 25.000 dollari. 

A onor del vero BTC è rimbalzata e si è riportata poco sotto quota $30.000 in linea con i valori di fine dicembre/inizio anno. 

La volatilità del mondo crypto

Le montagne russe della volatilità sono lontane dal cessare anche a causa di un quadro in fase di trasformazione. Le banche centrali e soprattutto quella americana sono alle prese con l’instabilità dei mercati e con la lotta all’inflazione, il vero male del secolo. 

Le politiche monetarie espansive sono cessate e si aumentano i tassi a suon di 50 punti base a volta, prevedendo per l’anno in corsi sette rialzi e rialzi futuri per il 2023/2024 fino a riportare il costo del denaro a una soglia di sicurezza posta al 2% dalla Fed. 

Insomma, né le crypto né i titoli tecnologici scompariranno, ma questi aggiustamenti del mercato hanno fatto capire quanto validi siano i progetti e che nonostante perdite ingenti hanno prospettiva e valore destinati a divenire importanti. 

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