Le stablecoin USDT e USDC sono poco usate per transazioni di pagamento

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Ieri, Bloomberg ha svelato i risultati di una ricerca che ha rilevato che meno del 10% di tutte le transazioni recenti in stablecoin, come USDT e USDC, sono legate ad utilizzi reali nel mondo fisico. 

Le persone fisiche quindi utilizzano ancora poco le stablecoin per effettuare pagamenti quando acquistano qualcosa, mentre il loro maggiore utilizzo sta altrove. 

Transazioni e utilizzo delle stablecoin USDT e USDC

La ricerca, condotta da Visa e la piattaforma dati Allium Labs, ha evidenziato che meno del 10% dei volumi delle transazioni di stablecoin sono organici o provengono da persone reali. Infatti ha rivelato che la maggior parte delle transazioni in stablecoin riguardano operazioni sugli exchange crypto, in parte effettuate da persone ed in parte effettuate da bot. 

Da notare che la ricerca ha preso in analisi solo le transazioni on-chain, perchè sono pubbliche e verificabili da chiunque, e non gli scambi interni agli exchange centralizzati. 

In totale ha esaminato transazioni nel mese di aprile per un volume complessivo di circa 2.200 miliardi di dollari, e di questi solamente 149 miliardi erano legate ad “attività di pagamenti organici”.

Il resto invece sarebbero transazioni legate solo ai mercati crypto, ovvero agli scambi per la compravendita di criptovalute o altri asset finanziari. Tra queste una buona parte sarebbero state effettuate da bot automatici. 

Va ricordato che i bot non dominano solo i mercati crypto, ma anche quelli finanziari tradizionali, e che molti smart contract che operano nel settore della finanza decentralizzata effettuano transazioni automatiche come dei bot. 

Nonostante ciò, la ricerca ha anche evidenziato una crescita costante degli utenti mensili attivi di stablecoin, rilevando in totale 27,5 milioni di utenti attivi mensili su tutte le chain.

Il ruolo di USDT e USDC

In totale ad oggi l’offerta di mercato delle stablecoin è di circa 150 miliardi di dollari, con USDT (Tether) e USDC (USD Coin) che dominano questo mercato.

USDT ormai ha una quota di mercato pari al 75%, che la rende di gran lunga la stablecoin più utilizzata al mondo. Segue USDC con il 22%, mentre tutte le altre stablecoin messe insieme non superano il 3% di quota di mercato. 

Sui mercati crypto le stablecoin sono più utilizzate delle valute fiat, anche se ne replicano il valore. Sia USDT che USDC infatti hanno un valore legato al dollaro statunitense, dato che entrambe dovrebbero sempre mantenere la parità e la convertibilità in USD. 

Il motivo principale per cui le stablecoin sono più utilizzate delle valute fiat che replicano è che sui mercati crypto risulta essere molto più facile spostare stablecoin che non valute fiat. 

Le stablecoin che si trasferiscono su blockchain decentralizzate, come ad esempio Ethereum, non hanno né limiti né ostacoli. Inoltre ormai al giorno d’oggi le transazioni on-chain sono molto veloci, e su alcune blockchain anche praticamente immediate. 

Con le valute fiat invece da un lato c’è il rischio che le transazioni non siano immediate, soprattutto se effettuate tramite bonifico bancario, e soprattutto dall’altro lato possono imbattersi in molti ostacoli. 

Come prima cosa non è consentito trasferire valuta fiat direttamente da un exchange all’altro, cosa che ne rende praticamente impossibile l’utilizzo ad esempio per fare arbitraggio. Le stablecoin invece nascono proprio con il preciso scopo di facilitare l’arbitraggio. 

Inoltre molti intermediari finanziari, indispensabili per spostare valuta fiat da e verso i mercati crypto, possono opporre resistenza o frapporre ostacoli a chi vuole depositare o prelevare valuta fiat dai mercati crypto. 

Infine va ricordato che sugli exchange decentralizzati le valute fiat semplicemente non si possono utilizzare, rendendo quindi necessario l’utilizzo di stablecoin. 

I bot

Sui mercati finanziari, sia crypto che tradizionali, negli ultimi decenni sono diventate sempre più importanti le tempistiche, oltre che i prezzi. 

In particolare molti grandi operatori che fanno trading sui mercati lo fanno con transazioni estremamente rapide ed in enorme quantità, cosa che rende assolutamente impossibile effettuarle manualmente. 

Quindi sono stati sviluppati da bot, che ormai dominano i mercati finanziari, che operano con enormi quantità di transazioni eseguite in pochissimo tempo, spesso meno di un secondo. 

Questo trend si sta diffondendo anche sui mercati crypto, in particolare per quanto riguarda l’arbitraggio, dato che ogni exchange crypto è isolato dagli altri ed opera come un ambiente a sè. 

Pertanto i bot sono in realtà essenziali per impedire ai prezzi delle varie criptovalute di differire troppo da un exchange all’altro. 

Inoltre sono lo strumento di trading preferito dai grandi operatori, che probabilmente sono già anche entrati sui mercati crypto. 

D’altronde le criptovalute non sono molto utilizzate nel mondo reale, e sono utilizzate spesso molto di più per il puro e semplice trading.

Alla luce di tutto ciò non stupisce affatto che la stragrande maggioranza delle transazioni in stablecoin non siano legate a pagamenti nella vita reale oppure online.